Regime forfettario

Che fine ha fatto il regime dei minimi?

Dopo che la Legge di Stabilità 2015 ha introdotto il forfettario si è creato un doppio binario col vecchio “regime dei minimi”. Ma dal gennaio del 2016 i minimi sono stati definitivamente abbandonati e il forfettario è rimasto l’unico regime di vantaggio. In quest’articolo vedremo prima le differenze tra i regimi e poi cosa succede ai contribuenti “minimi”.

alt regime dei minimiDopo un primo anno di convivenza forzata con il forfettario, il regime dei minimi è stato ufficialmente messo da parte.
Ogni artigiano, commerciante o professionista che apre una partita Iva potrà scegliere solo il regime forfettario (in alternativa all’ordinario o al semplificato).

Analizziamo la differenza fra le due discipline prima di vedere cosa succede ai minimi.

Differenze tra “minimi” e forfettario

  1. Limite di fatturato
    Nei minimi il limite massimo è di 30.000 €. Nel forfettario si va dai 25.000 ai 50.000 € annui a seconda dell’attività esercitata (Per ricercare il limite della tua attività clicca qui).
  2. Durata
    Il regime dei minimi finisce al 5° anno di attività o comunque fino ai 35 anni di età del contribuente. Il forfettario non ha nessuna scadenza, può essere applicato fino a quando sono rispettati i limiti.

    Un grande vantaggio introdotto dal legislatore che ha tolto la data di scadenza alle agevolazioni per attività e professioni, rispetto a quanto avveniva nei minimi.
  3. Aliquota di tassazione
    Il 5% sul reddito netto (Ricavi – costi) per i minimi. Il 15% sul reddito imponibile nel forfettario.
    Senza dubbio il regime dei minimi è più conveniente rispetto a un 15% sul reddito calcolato forfettariamente. E lo è ancora di più in imprese con un’incidenza dei costi molto alta.
  4. Costi Aziendali
    I minimi scaricano al 100% sia i costi aziendali che quelli promiscui al 50% (quelli sostenuti per l’azienda e la vita privata come auto, carburante, telefono ecc.).
    Nel forfettario si applica solo un coefficiente di redditività sul reddito che cambia a seconda dell’attività esercitata.
  5. Beni strumentali e lavoro dipendente.
    Sono gli altri due requisiti di accesso essenziali insieme ai ricavi.

    Nei minimi c’è un limite di 15.000 euro di beni strumentali acquistati negli ultimi 3 anni e non è possibile nessuna assunzione per lavoro dipendente. Nel forfettario il limite dei beni strumentali è di 20.000 euro all’anno mentre la spesa per i dipendenti non può superare i 5.000 €.
    Seppure la spesa di 5.000 € per lavoro dipendente è ancora insufficiente, il forfettario è molto più flessibile del regime dei minimi che permetteva pochi investimenti patrimoniali e nessuna assunzione.

I punti di contatto tra minimi e forfettario

  • Esenzione Iva e Irap
  • Nessuna ritenuta d’acconto
  • Esonero dagli studi di settore
  • Esonero dalla tenuta della contabilità

Cosa succede ai vecchi minimi?

Ad oggi il forfettario è l’unico regime a disposizione, ma chi ha operato con i minimi fino al 31/12/15 potrà continuare ad utilizzarlo fino alla scadenza dei 5 anni di attività o comunque fino al 35esimo anno di età. Dopodiché sceglieranno se passare naturalmente al forfettario o applicare l’ordinario o il semplificato.

In quest’ultimo caso sarà possibile rientrare al forfettario in qualsiasi momento purché sia rispettato il vincolo triennale, a differenza di quanto accadeva prima che una volta usciti dai minimi non potevano più ritornarci.

E i minimi passati al forfettario senza rispettare la scadenza?

Un’ultima precisazione va fatta per i minimi che sono passati al forfettario prima ancora della scadenza.

Dovendo pagare un’aliquota tre volte più alta rispetto a prima ci si è domandati se valesse anche per loro l’agevolazione delle start-up, che nel forfettario pagano un’aliquota del 5% nei primi 5 anni di attività.

La risposta è positiva. Un contribuente “minimo” passato al forfettario può avere l’agevolazione ma solo entro i 5 anni previsti dall’agevolazione, tenuto conto anche degli anni passati nei minimi.

Ad esempio: un artigiano ha aperto la partita Iva coi minimi nel 2013.
Regime che ha applicato fino a tutto il 2014, per poi passare dal primo gennaio 2015 al nuovo forfettario.
Per giunta gli resteranno 3 anni di aliquota ridotta invece che 5, perché è come se avesse già usufruito dell’agevolazione nei primi due anni. -> (2 anni nei minimi + 3 nel forfettario = Agevolazione start-up)

Se operi con il regime dei minimi e vuoi sapere quando poter entrare nel forfettario scrivimi pure nei commenti o chiedi una consulenza gratuita. Sarà un piacere valutare insieme il momento giusto per passare al nuovo regime agevolato.

7 pensieri su “Che fine ha fatto il regime dei minimi?

  1. Buongiorno,
    ho aperto una partita iva in regime dei minimi nel 2015 all’età di 31 anni. Nel 2019, al raggiungimento dei 35 anni passerò al regime forfettario in quanto ho verificato di rispettarne i criteri.
    Ma il cambio di regime avverrà a partire dal 1 gennaio 2020, dal 1 gennaio 2019 o dal giorno del compimento dei 35 anni?

    Grazie in anticipo per l’informazione

    1. Ciao Letizia,
      Potrai continuare ad utilizzare il regime dei minimi fino a tutto il 2019, anno in cui compirai 35 anni. Dopodiché dal 1 gennaio 2020, se rispettati requisiti, potrai passare al regime forfettario.

      Saluti

  2. Buongiorno,
    Nel 2015 e al età di 30 anni, ho aperto la mia partita iva(74.1 ATTIVITà DI DESIGN) La scadenza del mio regime avverrà nel 2020 ( al compimento di 35 anni). Nel 2019 se decidessi a passare al regime forfettare, quanto pagherei di imposta 5% o 15%? Se dovessi pagare 5% quanto durerebbe questa agevolazione? In piu nel 2019 se dovessi fatturare piu di 30 000 euro con il mio regime attuale, nel 2020 non potrei accedere al regime forfettario?
    Grazie mille

    1. Ciao Aymen,
      l’agevolazione 5% per le start-up è riconosciuta nei primi 5 anni di accesso al regime. Tuttavia dato che nei primi 4 anni hai già usufruito dell’aliquota minore dei minimi (5%), l’agevolazione del forfettario ti sarà riconosciuta solo per un altro anno, quindi per il 2019 nel caso tu volessi accedere da quest’anno.
      Tenendo conto che il 2020 è il tuo ultimo anno nei minimi, a questo punto ti consiglio di passare al forfettario dal 1 gennaio 2021, per beneficiare più a lungo dei vantaggi del tuo regime.
      Grazie a te

      Raffaele

  3. Buongiorno,
    ho aperto la partita iva nel 2014, ho 30 oggi, la mia domanda è , dopo la legge di bilancio 2019:
    Avendo il limite di 30000, Vale ancora per me il discorso di poter uscire dal regime dei minimi ( se non volessi sfruttarlo fino ai 35 anni) non superando i 45000 ?
    Grazie

  4. Buonasera,
    Ho aperto una partita iva a giugno 2015, aderendo al regime dei minimi.
    Vorrei sapere se ho la possibilità di passare al regime forfettario per l’anno d’imposta 2019 e se nel caso riuscissi a mantenere l’aliquota irpef del 5%.
    Aspetto una sua risposta,
    Grazie.

    1. Ciao Umberto assolutamente sì. Nel 2019 puoi sia passare al forfettario che usufruire dell’ultimo anno di agevolazione al 5%.
      Sono 5 in tutto gli anni di agevolazioni start-up. Tu sconti i primi 4 anni nei minimi (2015/16/17/18) e il 2019.
      A presto

      Raffaele

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