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Contributi Inps: come pagarne di meno

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Regime forfettario e contributi Inps: tutto quello che c’è da sapere sulle agevolazioni per commercianti e lavoratori autonomi.

contributi inpsÈ inutile girarci intorno: i contributi sono il più grande incubo di una partita Iva.
Tra i motivi di chiusura per ditte e società. Funziona quasi sempre alla
 stessa maniera. Arrivano le prime difficoltà… si salta una scadenza… poi un’altra… poi un’altra ancora.
E poi arriva
la cartella dell’Agenzia delle Entrate infarcita di sanzioni e interessi di mora.

Ma nessuna paura. Con un occhio ben attento e un bravo professionista che ti sappia consigliare nei primi anni di attività, non avrai alcuna palpitazione al sentir parlare di Inps.

In questo articolo ti spiego in breve il sistema contributivo per attività commerciali e lavoratori autonomi, e le agevolazioni per i forfettari.

Primo passo: scegli l’attività da svolgere.

Sappiamo sempre cosa fare, ma se dobbiamo inquadrarci ai fini contributivi, andiamo nel panico.

Le due categorie principali gestite dall’Inps sono:

  1. Ditte individuali (attività commerciali e artigiani);
  2. Lavoratori autonomi.

Di norma, se nella tua attività il lavoro intellettuale prevale sull’impiego di capitali e mezzi, sei un lavoratore autonomo o un professionista. Altrimenti svolgi un’attività commerciale.

Per rendere l’idea: un designer è un lavoratore autonomo. Mentre una ditta di pulizie svolge un’attività commerciale, così come la svolge un ristorante. Un avvocato è un lavoratore autonomo.

In questa fase l’aiuto di un professionista ti farà risparmiare svariate migliaia di euro, dato che come vedrai fra poco, inquadrare una’attività in una gestione invece che un’altra non è affatto semplice.

Analizziamo le due categorie.

I contributi per le ditte individuali.

Ci rientrano sia le attività commerciali per tradizione (negozi al dettaglio), che le attività artigiane (estetisti, tatuatori ecc). Appartengono alla gestione previdenziale Ivs Inps Artigiani e Commercianti e versano due tipi di contributi.

  1. Contributi fissi;
  2. Contributi in percentuale.

I primi vanno pagati sempre e comunque e sono il vero problema nei primi anni di attività. Ammontano a quasi 3.600 euro e si pagano anche se il reddito ottenuto è pari a ZERO.

Si versano in 4 rate trimestrali16 febbraio; 16 maggio; 22 agosto; 16 novembre.

Gli altri, i contributi in percentuale, si pagano solo sull’eccedenza di un reddito superiore ai 15.549 euro.

Così sotto questa soglia si pagheranno solo i 3.600 euro fissi. Al di sopra, sono dovuti sia i contributi fissi che una percentuale sull’eccedenza, che varia in base all’attività svolta e all’età:

  • Sopra i 21 anni: Artigiano 23.55%, Commerciante 23.64%;
  • Sotto i 21 anni: Artigiano 20.55%, Commerciante 20.64%.

Quanto appena visto spetta a TUTTI gli artigiani e i commercianti. Ma vediamo cosa cambia col forfettario.

Le agevolazioni del forfettario.

Grazie a quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016 una partita Iva forfettaria (sia nuova che esistente), può chiedere all’Inps la riduzione del 35% dei contributi dovuti. Vediamo come funziona.

contributi artigianiSig. Rossi Carlo, 28 anni, artigiano. Ha avuto ricavi per 14.000 euro. Dovrà versare:

3.600 euro di contributi fissi;

Nessun contributo in percentuale, perché non supera la soglia minima di 15.549.

Totale dovuto all’Inps: 3.600 euro.

Nel forfettario avrebbe versato 2.340 euro, ottenuti dalla riduzione del 35% sul totale dovuto (3.600 €).

Se avesse guadagnato 18.000 euro:

  • Contributi fissi: 3.600 euro;
  • In percentuale: (18.000-15.549=2451) -> 2451 * 23,55% = 577 euro;
  • Totale dovuto: 3600+577 = 4.177 euro.

Nel forfettario, col 35% in meno, verserebbe 2.715 euro di contributi. 

Un risparmio di 1.462 euro offerto ancora una volta dal regime forfettario. Somme dedicate alla crescita del business senza troppi affanni.

L’altra faccia della medaglia…

… è che meno contributi oggi sono una pensione più bassa domani. Ma è un po’ il prezzo da pagare per una migliore crescita che a ben vedere è la cosa che conta di più.

Nei primi anni si chiudono i battenti non tanto perché non si pagano i contributi, che insieme alle tasse, un modo per pagarli lo si trova sempre.

Il problema è proprio non riuscire a investire nelle aree ricche di opportunità, per pagare allo Stato. Così che mancano le somme da investire nella qualità del prodotto, dei locali, del personale, in ricerca e sviluppo.. tutti aspetti che nel lungo periodo determinano il successo dell’azienda.

Per questo è fondamentale avere le antenne dritte e trovare gli strumenti utili, come il forfettario, per risparmiare  e investire dove fa la differenza.


I contributi per i lavoratori autonomi

Diversa cosa per l’altra categoria che si divide in: professionisti con cassa senza cassa.contributi professionisti

  1. I primi appartengono a un albo professionale in cui ognuno ha la sua cassa di previdenza. C’è la cassa degli avvocati, la cassa dei dentisti, dei notai, dei commercialisti e così via. Ogni cassa ha il suo trattamento e i suoi contributi.
  2. I lavoratori autonomi senza cassa invece, appartengono alla Gestione separata INPS, a cui versano contributi in percentuale di quanto guadagnato a fine anno (Ricavi – Costi).

Non hanno contributi fissi o sull’eccedenza ma pagano il 25,72% sul reddito prodotto. Il che è ottimo perché in caso di reddito pari a zero non dovranno versare un euro di contributo, rispetto a quanto visto per i commercianti. Diversa cosa quando il reddito comincia a salire…

Esempio. Arturo Di Bari, 32 anni, consulente informatico. Nel 2017 ha avuto compensi per 15.000 euro.

Nessun contributo fisso e nessuna percentuale sull’eccedenza. Solo il 25.72 % di 15.000, per un totale di 3.858 euro di contributi.

Purtroppo per i professionisti senza cassa NON è prevista nessuna agevolazione, neanche nel forfettario. Infatti all’aumentare del reddito, i lavoratori autonomi pagano più contributi di quanti ne paghino gli artigiani e i commercianti. 

L’unica agevolazione possibile è quella riservata alle start-up nel regime forfettario.

Conclusioni.

Abbiamo visto com’è articolato il sistema contributivo, e la riduzione del 35% per artigiani e commercianti. 

Se non sai a quale Gestione Inps aderire o vuoi saperne di più su come avere gli sgravi del forfettario, chiedi pure una consulenza gratuita. Sarà un piacere vedere insieme la migliore alternativa per la tua attività.

 

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