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Microcredito e agevolazioni: come accedere a “Nuove imprese a tasso zero”

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“Nuove imprese a tasso zero” è l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori.

A differenza di Resto al Sud che era rivolto solo alle start up del Mezzogiorno, le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono il finanziamento a tasso zero, di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro.

A chi è rivolto?

I destinatari sono giovani tra i 18 e i 35 anni e le donne di tutte le età con un valido progetto imprenditoriale. Per accedere al finanziamento è necessario che costituiscano una società (di persone, di capitali o cooperativa) nei 45 giorni successivi all’accoglimento della domanda.

Al finanziamento possono accedere anche i soci di società già esistenti, purché non costituite da più di 12 mesi.

I settori interessati dal bando sono:

  1. Produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
  2. Fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  3. Commercio di beni e servizi;
  4. Attività della filiera turistico-culturale finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza;
  5. Servizi per l’innovazione sociale.

Non sono ammesse le imprese operanti nella produzione primaria dei prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, e le attività che si occupano dell’esportazione di prodotti.

Quali spese sono agevolate?

Le agevolazioni riguardano gli investimenti nella fase di start-up: dall’ingresso sul mercato alla piena crescita. Il piano di impresa che può arrivare fino a 1 milione e mezzo di euro per società può comprendere:

  • Suolo aziendale;
  • Fabbricati e opere murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • Macchinari, impianti e attrezzature;
  • Programmi e servizi informatici, brevetti, licenze e marchi;
  • Formazione specialistica dei soci e dei dipendenti;
  • Consulenze specialistiche, studi di fattibilità economico-finanziari, progettazione e direzione lavori, impatto ambientale.

Il primo consiglio è quello di creare un business plan, utile nel resoconto delle spese iniziali e vero e proprio documento strategico dell’intera organizzazione. Dopo che si ha un’idea precisa di cosa fare, come farlo e quanto costa, allora si potrà partire.

Se hai bisogno di una guida nella realizzazione del tuo business plan scrivimi pure qui per valutare insieme il progetto. 

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Consistenza e rimborso del microcredito

Una volta che la domanda è stata accolta, la società può stipulare un mutuo agevolato a tasso zero con una delle banche aderenti, a copertura del 75% dell’investimento totale. Mutuo che sarà rimborsato entro 8 anni in rate semestrali costanti, con scadenza il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno.

Il restante 25% del piano (la “parte scoperta”) sarà la stessa società a pagarla di tasca propria, tramite apporti dei soci o con finanziamenti esterni non agevolati (banche, istituti di credito ecc.).

Come presentare la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia.

Per richiedere le agevolazioni è necessario:

  1. registrarsi  ai servizi online di Invitalia;
  2. una volta registrati accedere al sito riservato per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e la documentazione da allegare.

A conclusione della procedura è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

I tempi di istruttoria dalla domanda all’atto di accoglimento sono di 60 giorni.

Conclusioni

“Nuove imprese a tasso zero” è una buona misura di finanza agevolata.

Seppur partito nel 2016 ci sono ancora risorse disponibili per 150 milioni di euro come indicato sul sito di Invitalia. Inoltre non è prevista nessuna graduatoria per le domande ma conterà solo l’ordine di arrivo, il che significa che se il progetto è valido sarà accolto.

L’aspetto forse più critico è l’anticipo del 25% di ogni spesa, ma con investimenti mirati e un buon piano di rientro, la crescita dell’impresa non sarà difficile. Anche perché il 75% sotto forma di mutuo non ha interessi ed è comunque ammortizzato su un lungo periodo di 8 anni, per non gravare troppo sulle finanze della società.

Molto dipenderà dal settore in cui si lavora e dagli investimenti necessari nella fase di start-up. Ad esempio se devo aprire un’impresa di pulizie mi terrò molto basso nella richiesta di finanziamento, perché a parte qualche macchinario, un po’ di promozione su internet, un corso di formazioni per i dipendenti non chiederò certo un milione e mezzo. Discorso diverso se devo aprire un azienda nell’industria metalmeccanica.

Anche l’Iva sugli acquisti la pagherà l’impresa. Ma va da sé che può essere sempre recuperata dall’Iva dovuta in corso d’anno e in certi casi anche chiesta a rimborso.

La domanda, la modulistica e il piano di impresa sono presenti sul sito di Invitalia ma sono consapevole che può essere molto impegnativo dato l’alto tecnicismo e la mole di informazioni richieste.

Proprio per questo ti invito a contattarmi nel caso avessi bisogno. Ci penserò io a farmi sentire nel giro di poche ore per un piccolo colloquio iniziale, in cui valutare gli investimenti giusti per il tuo progetto e mettere le basi per accedere al finanziamento.

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