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Il nuovo forfettario: la miglior scelta per mettersi in proprio

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Guida al regime forfettario per piccole imprese, artigiani e professionisti. Tutto quello che c’è da sapere sui requisiti di accesso al nuovo regime di vantaggio e le agevolazioni per nuove e vecchie partite Iva.

Se hai deciso di “metterti in proprio” allora drizza bene le antenne perché il nuovo regime forfettario fa al caso tuo. 

Stanco dei soliti “le faremo sapere”, hai finalmente deciso di mettere in piedi l’attività che hai sempre sognato. È già organizzata per filo e per segno nella tua testa.. se non fosse che non sai né quante tasse pagare né da dove cominciare. 

Bene, lasciati dire che il nuovo forfettario ti farà risparmiare parecchio tempo e denaro, come sta già succedendo a molte imprese e professioni. Perché che tu ci creda o no, nel paese in cui un imprenditore versa la metà del suo guadagno nelle casse pubbliche (Fonte: repubblica.it), con questo strumento ti concentrerai solo sulla crescita del tuo business, senza pensare ai tipici intoppi fiscali di una partita Iva.

Prima di mostrarti i vantaggi del regime forfettario, vediamo a chi si rivolge.

destinatari forfettario

 

I destinatari del forfettario.

Il forfettario è rivolto a commercianti, artigiani e lavoratori autonomi, che aprono la partita Iva per la prima volta o che operano già da tempo sul mercato.

Non si rivolge alle società o alle associazioni professionali ma solo a persone fisiche che si sono messe “in proprio”. Ok alle imprese familiari.

Avendo sostituito il regime dei minimi è l’unico regime di vantaggio sul mercato. Il regime naturale di chi ne rispetta i requisiti. Chi sceglie il forfettario si comporta da forfettario fin da subito, senza comunicare nulla all’Agenzia delle Entrate, come avviene invece nella scelta del regime ordinario o semplificato

Per accedere è necessario non superare il limite di ricavi/compensi della categoria di appartenenza:

  • Alimentari, bevande: 45.000 € ;
  • Commercio (ingrosso e dettaglio): 50 mila €;
  • Costruzioni, immobiliari: 25.000 €;
  • Commercio (intermediari): 25 mila €;
  • Servizi alloggio e ristorazione: 50 mila €;
  • Commercio ambulante (alimenti e bevande): 40 mila €;
  • Attività dei professionisti: 30.000 €;
  • Commercio ambulante altri prodotti: 30 mila €;
  • Altre attività: 30.000 €;

Ad esempio, un professionista che nel 2017 ha avuto compensi per 26.000 €, potrà applicare il forfettario nel 2018. Se invece i ricavi sono stati di 33.000 € rimarrà nel regime ordinario.

Inoltre…

  1. costi per lavoro dipendente devono rimanere al di sotto dei 5.000 € all’anno; 
  2. Sono concessi fino 20.000 € di spesa annua per i beni strumentali (es. macchinari, attrezzature ecc.).

Al superamento di un solo limite dovrà applicarsi il regime ordinario fin dall’anno successivo.

Per una migliore analisi delle condizioni di accesso ed esclusioni rinvio tutto a questo articolo. Ora vediamo i vantaggi principali.

Tutt’altra storia nel forfettario! Risparmi tempo…

Se hai già operato con l’ordinario o il semplificato sai bene quanta precisione e impegno richiede la contabilità di una ditta o società. Anche se daresti tutti i documenti al commercialista senza vederli, ci vorrebbe comunque del tempo da togliere a te e alla tua impresa. Pensa alle fatture, agli estratti conto, agli avvisi di pagamento, alle lettere commerciali ecc.

Carte che serviranno per applicare le normali aliquote Irpef (dal 23 al 45%) al reddito imponibile.

Qui il discorso cambia.

La contabilità è più leggera proprio perché non dovrai tenere le scritture contabili come gli altri imprenditori. Nessun libro giornale, bilancio o registro Iva… dovrai solo conservare le fatture di acquisto e vendita (sì solo conservare).

…e denaro!

L’imposta da versare sarà molto più conveniente di quella ottenuta con gli altri regimi: sia perché paghi il 15% su un reddito facile da determinare, sia perché con un’imposta sola ti liberi dall’Irap e dalle addizionali regionali comunali, che avresti invece versato con gli altri regimi.

Inoltre per le nuove imprese o professioni, per i primi 5 anni di attività, l’aliquota da applicare è del 5%… ai limiti di un paradiso fiscale.

Ma a mio parere il vantaggio più grande è l’assenza di Iva che ti permetterà:

  1. Di aumentare il risparmio per mancanza del debito Iva;
  2. Di applicare prezzi vantaggiosi visto che non addebiterai l’Iva sul cliente;
  3. Una migliore gestione operativa perché farai a meno di registri iva, liquidazioni mensili o trimestrali, dichiarazione iva, spesometro ecc.

Per rendere l’idea del risparmio nel forfettario ti mostrerò un piccolo esempio applicato a un ristorante con volume di affari di 44.000 euro e costi per 18.800 €.

(Per semplicità espositiva sono già stati dedotti i contributi e scorporata l’Iva dal regime ordinario. Qui ci interessa l’effettivo risparmio. Per sapere come calcolare reddito e imposte clicca qui).

  Regime Ordinario Forfettario RISPARMIO
Irpef 30200
Irap e addizionali 7430
Iva 22910
Imposta sostitutiva 15% 01633
Totale da versare 60541633 4421

Partendo dal fatto che è solo un esempio e che ogni attività va valutata caso per caso, i risparmi che si ottengono sono notevoli, si va dal 10 al 40% del fatturato nei migliori dei casi.

È tutto?

No…come spiegato meglio in questa guida, ai forfettari si applica una riduzione del 35% dei contributi… il peggior incubo di ogni attività. Se hai una partita Iva sai benissimo quanto può essere determinante una riduzione del genere sul debito verso l’Inps. Sia in termini di denaro che di salute…

Per tutti gli altri vantaggi del forfettario clicca qui.

Un’ultima precisazione..

Si lo so vista così sembra tutto bellissimo: meno tasse, meno scartoffie, tante agevolazioni… ma una precisazione è doverosa.

Il regime forfettario non è la panacea di tutti i mali. Non è la bacchetta magica che ti permetterà di sdraiarti al sole mentre l’attività è ferma. Non sarà il forfettario a venderti il prodotto ai clienti.

Per costruire un business di successo è fondamentale migliorare ogni aspetto del tuo business, dalla qualità del prodotto al marketing, dalla gestione dei clienti alla tua gestione (sì perché anche tu dovrai gestirti)… fino ad arrivare alla gestione fiscale e contabile di cui il forfettario ne è un valido strumento.

Uno dei tanti che ti serviranno per vivere il il tuo sogno insieme a tanto entusiasmo, una ferrea disciplina e tanta forza di volontà.

Conclusioni.

Abbiamo visto il regime forfettario e i vantaggi per nuove e vecchie partite Iva.

Se vuoi saperne di più per applicare il regime di vantaggio alla tua attività, chiedi pure una consulenza gratuita, sarà un piacere vedere la migliore soluzione per il tuo business.

 

2 pensieri su “Il nuovo forfettario: la miglior scelta per mettersi in proprio

  1. Buongiorno,
    sono un Geometra libero professionista e sarei in questa condizione :
    – anno imposta 2014, mio fatturato lordo pari circa Euro 23.000 puntualmente dichiarato nell’ Unico 2015 (fatturato superiore al limite di Euro 15.000 previsto per accedere nel regime forfetario); pertanto nel 2015 ho proseguito nel regime ordinario che già avevo prima di allora adottato;
    – anno imposta 2015, mio fatturato lordo pari a circa Euro 20.000 puntualmente dichiarato nell’ Unico 2016 (fatturato inferiore al nuovo limite di Euro 30.000 previsto per accedere al regime forfetario); pertanto ho continuato ad applicare il regime ordinario per effetto dell’ obbligo triennale;
    – nell’ anno d’ imposta 2016, così come pure in quello successivo del 2017, ho proseguito col regime ordinario sempre per effetto dell’ obbligo triennale.
    Secondo Voi posso applicare col 01.01.2018 il regime forfetario, essendo trascorso il triennio di permanenza nel regime ordinario (2015-2016-2017) e a motivo delle novità introdotte in materia fiscale ed avendo avuto nel 2017 un fatturato lordo di circa Euro 16.000 ???.
    Grazie e saluti.

    1. Ciao Giorgio,
      purtroppo le modifiche avvenute al semplificato nel 2016 ed operanti dal 2017, hanno permesso a tutti i contribuenti semplificati di passare al forfettario (qualora ce ne fossero state le condizioni) a partire dal 1 gennaio 2017.
      Rimanendo nel semplificato in tutto il 2017, è come se avessi espresso un’ulteriore opzione per questo regime che dovrai rispettare per tutto il triennio 2017/2018/2019. Solo a partire dal 1 gennaio 2020 potrai passare al forfettario.

      Resto a disposizione per ogni dubbio.

      Raffaele

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